Dove mangiare la Pasta a Roma

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Quando la pasta a Roma è buona?

Quanti sono i posti per mangiare un piatto di pasta a Roma? Tantissimi. Ma mangiarne una buona davvero? E, soprattutto: cosa si intende per buona?

A Roma troverete condimenti per la pasta di ogni tipo, carbonara, amatriciana, cacio e pepe, pomodoro e basilico, pesto…ma condimento a parte, siete sicuri della pasta che mangiate?

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La Zanzara: la pasta a Roma 

La Zanzara ha pasta di ogni tipo, diversi condimenti, diverse forme e poi è pasta fresca stesa ogni giorno, come una volta. Ma quando non è fresca che pasta secca usa?

La pasta a Roma (dalle Marche)

Usa quella a lotta integrata, ben conservata e prodotta da aziende etiche, controllate, rigorose, che vendono solo quello che sanno fare bene. La pasta che utilizza si chiama Mancini ed è prodotta da un’azienda agricola che nasce nel 1938 e che porta avanti Massimo, con l’esperienza della sua laurea in agraria.

Il pastificio dell’azienda nasce solo dieci anni fa e l’intera produzione è fatta in casa, nelle Marche, in una struttura moderna nascosta da spighe di grano.

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Come riconoscere la qualità della pasta?

 

Il Tempo della Pasta

La pasta trafilata che La Zanzara Roma utilizza per i suoi primi piatti è tutta a lotta integrata, prodotta con grano piantato in terreni a rotazione (che quindi hanno il tempo e la possibilità di riposare). È pasta essiccata lentamente, non ad alte temperature che quindi riesce a conservare tutte le sue caratteristiche organolettiche.

L’importanza dell’essiccazione

Ogni pastificio ha la sua ricetta di essiccazione che contribuisce ad avere un prodotto di alta qualità, se ben studiata. La ricetta è segreta e viene custodita gelosamente. La maggior parte delle volte anche i lavoratori più fedeli, che restano nella stessa azienda per anni, difficilmente riescono a “maturare” l’accesso alla ricetta dell’essiccazione.

La pasta che dalle Marche arriva a Roma viene prodotta con l’acqua diretta dei Monti Sibillini ed è soggetta al controllo dell’analisi multiresiduale che attesta l’assenza di eventuali residui di molecole chimiche biodegradabili.

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La conservazione della pasta

 

La Pasta parte sempre dal Grano

I dati recenti e le molteplici informazioni, riportate da diverse fonti, sulla pasta italiana prodotta con “grano buono” ma mal conservato (e per questo potenzialmente tossica e nociva per la salute) finisce poi per terrorizzare l’acquirente inconsapevole.

Quanti posti a Roma possono garantire che la pasta utilizzata è buona non solo per gusto ma anche per il tipo di produzione e conservazione (del grano e della pasta stessa)? O quanti si preoccupano di controllarlo? La bontà non viene solo dal sapore ma dall’etica e dalla qualità.

La scelta de La Zanzara

La pasta che La Zanzara utilizza è del Pastificio Mancini e ci tiene a farlo sapere perché questo pastificio si caratterizza per:

  • Produzione a lotta integrata
  • Essiccazione a basse temperature
  • Rispetto del terreno di produzione
  • L’autocontrollo con analisi multiresiduale
  • Il rispetto del giusto momento di raccolta del grano
  • La conservazione del grano fino a massimo un anno dalla raccolta
  • L’indicazione della data di raccolta sulla confezione
  • Il packaging prodotto con carta certificata di foreste sostenibili

 

Il Packaging compatibile

A tale proposito non si può nascondere che quasi tutte le paste sul commercio presentano, oltre alla parte cartacea, della plastica e anche la pasta trafilata de La Zanzara presenta una parte in polipropilene accoppiato che per ora sembra la miglior soluzione.

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Il motivo della trasparenza sulla confezione? Semplice: la pasta se non si vede, non si vende.

Certo, da Zanzara non troverete confezioni in vendita, almeno per ora, ma solo pasta cotta al punto giusto e non visibile prima della cottura se non da menu.

La Zanzara desidera clienti consapevoli: la pasta per essere buona deve essere sana!