I rimedi della zia – I viaggi di Spirito

Cocktail

Lo so, è dura rimanere in casa ma questo non ci impedisce di viaggiare nello spazio e nel tempo con il mezzo più artistico che abbiamo a disposizione: la fotografia.
Si rifletteva con un’amica che da più di un decennio le nostre foto sono solo digitali, raccolte in cartelle e racchiuse nei computer se usiamo una macchina fotografica, altrimenti sempre a disposizione sul nostro cellulare che è diventato il nostro principale mezzo per fotografare.

Io credo invece che alcuni fortunati scatti meritino di essere stampati, così ho iniziato a selezionare le mie foto migliori e più significative per poterle poi raccogliere in un album, come una volta: ho cominciato dalla mia ultima vacanza, una splendida settimana nell’isola di Pantelleria.

Pantelleria

Ospite dell’azienda Donnafugata ho alloggiato nel loro “Palazzotto” affiancato dalla moderna cantina in pietra lavica la cui architettura ricorda quella dei tradizionali Dammusi. Il tutto incastonato in un anfiteatro naturale segnato dai muretti a secco dei terrazzamenti degli alberelli di Zibibbo.

Nella parte che scende verso il mare e si snoda tra i vigneti, c’è un percorso tracciato da foto dell’isola negli anni ‘70 che accompagnano fino ad un Giardino Pantesco, le cui origini risalgono al 3.000 a.c.
Si tratta di una struttura circolare in pietra lavica murata a secco, alta 4 metri con un diametro di 11 metri, con un’unica stretta apertura per accedervi e piccole aperture secondarie per consentire il passaggio di acqua piovana.

Giardino pantesco

All’interno un piccolo miracolo: un’ unica, straordinaria e secolare pianta di arancio “Portogallo”. Le mura oltre a riparare i frutti dai danni del vento, consentono di trattenere l’umidità notturna, creando un microclima più fresco ed umido dell’ambiente esterno, una meraviglia della natura e dell’ingegno umano.

Cocktail

Se volete fare un viaggio di spirito a Pantelleria vi consiglio il mio Giardino Pantesco: Grappa di Moscato di Pantelleria della mia amica Antonella Bocchino, il suo liquore Ananda alle fave di cacao, Bitter Campari e Americano Cocchi, il tutto guarnito con un’arancia candita ricoperta di cioccolato.
Un Boulevardier inaspettato magari da sorseggiare leggendo il Gattopardo.

A tal proposito vi voglio salutare con una frase di Tancredi che ritengo molto adatta a questo momento
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.

Cristiana

Pubblicato in News